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Parliamo la tua lingua! Le 4 regole fondamentali di Azimo per testare prodotti multilingue

VERO: la sperimentazione di prodotti è il metodo collaudato per trovare il miglior modo per parlare ai tuoi utenti.

VERO: può diventare estremamente complicato se devi supportare nove lingue, come facciamo noi di Azimo. Perché ce ne preoccupiamo?  Perché crediamo che tutti i nostri clienti debbano essere trattati come persone, ciascuno nella propria lingua.

Quando ho cominciato a lavorare in Azimo sei mesi fa, credevo che questa sfida multilingue sarebbe stata, tutto sommato, semplice: provi in inglese, attendi i risultati e poi li utilizzi per tutte le lingue. Ma ben presto mi sono reso conto che questo approccio lineare non funzionava e ho adattato la sperimentazione del prodotto di Azimo a un ambiente estremamente poliglotta – ed ecco alcune lezioni importanti che ho imparato lungo il cammino.

Regola n. 1: Tratta ciascuna lingua come se fosse la tua lingua madre

Non basta trasporre esperimenti riusciti in inglese nelle altre lingue utilizzando semplici tecniche di traduzione. Ci sono così tante idiosincrasie da tenere in mente – genere, avverbi, tono formale/informale, ecc. che una semplice traduzione non basta, nemmeno tra lingue relativamente simili quali il francese, lo spagnolo e l’italiano.

Un ottimo esempio evidenziato negli screenshot qui sopra riguarda il tono di voce formale/informale (ToV). All’inizio la maggior parte dei nostri utenti tedeschi erano professionisti con un ottimo livello di istruzione.  Ma noi volevamo espandere quella base di clientela, perciò abbiamo fatto delle prove con un tono di voce più informale. Come risultato, siamo stati in grado di ampliare la clientela e migliorare i tassi di conversione.

Siamo stati in grado di applicare questo tono di voce informale alle altre lingue, quali spagnolo e francese, dove abbiamo potuto applicare le lezioni apprese – ma non prima di esserci assicurati che ciascun corridoio fosse pronto studiando la concorrenza, i media locali e le analisi demografiche.

Regola n. 2: Localizza i contenuti

Ma le differenze linguistiche non rappresentano l’ostacolo maggiore: le differenze comportamentali sono ben più insidiose. In quanto cittadino pan-europeo sapevo che sarebbe stato duro affrontare questo aspetto. I tedeschi tendono a focalizzarsi su rapidità ed efficienza; i francesi sul prezzo e gli spagnoli sulla trasparenza.

Forse si tratta di cliché, ma fondati – e l’analisi cliente li ha confermati.  Perciò siamo andati avanti e abbiamo spinto particolari proposte uniche di vendita (USP) in linea con i trend comportamentali specifici del Paese. E ancora una volta i risultati hanno convalidato la decisione e l’accurata analisi condotta a monte. La chiave in questo caso è conoscere i tuoi clienti, e per farlo devi essere molto meticoloso nell’analisi e nella programmazione – solo così sarai in grado di pensare e agire a livello locale.

Naturalmente gestire così tante varianti in un sito Web in nove lingue di un’azienda che trasferisce denaro in oltre 190 Paesi è davvero un grattacapo logistico. Non soltanto ci sono enormi problemi tecnici, ma serve anche un lavoro di squadra per assicurasi che il piano sia adottato a livello di multipiattaforma in tutta l’azienda.

Regola n. 3: Il diavolo è nei dettagli

Quando hai a che fare con un prodotto tanto complesso quanto il trasferimento digitale di denaro, dove gli utilizzatori possono essere molto più esigenti rispetto a quelli delle piattaforme standard di e-commerce, devi controllare e ricontrollare ogni singolo elemento del contenuto: basta sbagliare un paio di parole per cambiare tutto!

Ad esempio, avevamo deciso di supportare tutte le lingue principali dal lancio dell’ultimo aggiornamento del nostro prodotto, che consente agli utenti di spedire E richiedere denaro. Ecco una delle prime traduzioni in spagnolo che abbiamo ricevuto:

  • Requested by – Solicitado a
  • Requested to – Solicitado por

Per tutti coloro che non parlano spagnolo: questa traduzione è errata, le due frasi dovevano essere invertite! Immaginate la potenziale confusione degli utenti! Questo esempio illustra quanto possa essere cruciale non trascurare ogni minimo dettaglio, perché si può stravolgere l’intero significato del prodotto e comprometterne seriamente il successo.

Regola n. 4: Integrare le traduzioni nel processo del prodotto

Questa è probabilmente la lezione più importante che abbia appreso durante la mia permanenza in Azimo. In qualità di Product Manager devo integrare la traduzione dall’inizio di un progetto anziché considerarla un’aggiunta. Anche problemi semplici, quali la lunghezza del testo, devono essere risolti in fase di creazione – esistono numerosi e ottimi dispositivi che ti consentono di risolvere subito queste difficoltà.

Il tuo prodotto è costruito sul contenuto: non trascurarlo! Ho visto numerosi casi in cui team di traduttori erano costretti a tradurre interi flussi di lavorazione o prodotti senza alcun contesto, magari avvalendosi solo di qualche screenshot, e naturalmente soltanto dopo che il prodotto era stato progettato e approvato in inglese!

Infine, devi utilizzare al massimo le risorse interne. Qui in Azimo siamo fortunati ad avere collaboratori provenienti da tutto il mondo. A volte, la cosa più semplice per controllare se la traduzione è corretta è chiederlo direttamente a un madrelingua! Così puoi parlare la lingua di ognuno.

Richard Giannetti, Product Manager Azimo

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