Exchange Rates

Cosa causa la fluttuazione delle valute?

È stato un anno drammatico per le valute di tutto il mondo. I lockdown dovuti alla Covid-19  hanno mandato in tilt il mercato dei cambi: in Europa non si vedeva una tale volatilità politica ed economica dai tempi del voto per la Brexit.

A marzo 2020 è stata registrata una significativa fluttuazione dell’euro, che ha registrato enormi guadagni sulla sterlina, che in seguito si è ripresa schizzando verso l’alto. Tuttavia, poiché sia il Regno Unito che l’Eurozona hanno vissuto il lockdown, quale è stata la causa di questo cambiamento?

Tutti noi sappiamo che i tassi di cambio fluttuano costantemente: sono infatti legati al confronto tra due diverse valute, ma i motivi a monte di queste fluttuazioni sono più difficili da comprendere. Per trovare le risposte ci siamo perciò avventurati nel mondo del trading finanziario.

Nel frattempo, ricordate che usufruite sempre di un ottimo tasso di cambio e di commissioni basse quando inviate denaro online con Azimo. Iscrivetevi oggi per avere due trasferimenti gratis.

Perché i tassi di cambio delle valute estere fluttuano?

Cosa fa fluttuare una valuta? Alla radice di queste fluttuazioni vi è il principio di base della domanda e dell’offerta.

Nei Paesi che hanno un tasso di cambio che oscilla sensibilmente, la valuta è alla stregua di un mango o di un iPhone 11: costerà di più se la domanda è alta (che spesso va di pari passo con la penuria di scorte).

E fin qui sembra tutto chiaro. Ma in realtà cosa causa queste oscillazioni della domanda? Ed è qui che entrano in gioco numerosi fattori diversi: dalle azioni di governo, alla fiducia dei consumatori, agli stravolgimenti politici.

In che modo i tassi di interesse influenzano la fluttuazione delle valute?

L’offerta di moneta e i tassi di interesse sono due dei principali fattori che influenzano la domanda di una valuta. Entrambi possono essere controllati dai governi e dalle banche centrali, che li utilizzano come strumenti per manipolare la propria economia e la valuta nazionale.

Nel Regno Unito, la Bank of England fissa il proprio tasso di interesse ufficiale che, a sua volta, influenza il tasso di interesse di chi prende in prestito del denaro. Il tasso di base è attualmente pari allo 0,1%, che sceso dunque a un minimo storico, basti pensare che nel novembre 1979 raggiunse il picco massimo del 17%.

L’offerta di moneta significa esattamente quel che dice il suo nome: ossia la quantità totale di moneta che circola in un Paese. Se in giro vi è una quantità maggiore di valuta, il valore di quella valuta diminuisce rispetto alle valute straniere e il tasso di cambio subirà una flessione. Un’offerta alta di moneta è legata anche a tassi di interesse bassi (sempre in base allo stesso principio: un’offerta più alta implica una minore domanda).

I tassi di interesse più bassi, a loro volta, tendono a far perdere valore a una valuta, poiché gli investitori ricevono rendimenti bassi sugli investimenti effettuati in quella valuta. Partendo da questi presupposti si può avere l’impressione che i tassi di interesse bassi siano un elemento negativo.

Ma se si osserva la questione con una visione a lungo termine, ecco che si spiega il motivo per cui i governi possono scegliere tassi di interesse più bassi: questi, infatti, fanno sì che le persone richiedano più prestiti e spendano di più, facendo crescere l’economia.

In che modo l’inflazione provoca una caduta valutaria?

Vi è un’altra distorsione di cui tenere conto, ed è l’inflazione. Se l’inflazione (il tasso a cui salgono i prezzi) sale troppo perché la domanda di beni supera l’offerta, può verificarsi una condizione di instabilità economica e di conseguente deprezzamento della valuta.

In parole semplici, le persone non possono permettersi di acquistare tutte le stesse cose alle quali erano abituate, perciò le aziende avranno difficoltà a vendere prodotti e servizi.

Una banca centrale potrà quindi tentare di contrastare l’inflazione aumentando i tassi di interesse, incoraggiando così le persone a versare il denaro in un conto di risparmio anziché spenderlo. Così facendo, la domanda cala e l’inflazione rallenta.

Abbiamo visto come tassi di interesse bassi producono in genere tassi di cambio bassi. Ma è vero anche il contrario: tassi di interesse più alti sono generalmente associati a tassi di cambio più alti perché gli investitori ricevono un rendimento più elevato sui loro asset rispetto agli stessi asset in un’altra valuta.

In che modo la stabilità del mercato influenza i tassi di cambio?

Legato a tutto quello che abbiano detto fin qui vi è un elemento fondamentale: la stabilità. Il mercato adora la stabilità e monitora costantemente gli indicatori economici e l’attualità per scoprire dove questa esiste e dove, invece, scarseggia.

Un’economia forte e stabile – dove la fiducia dei consumatori si riflette in un buon livello di spesa, in tassi bassi di disoccupazione, in un fiorente mercato immobiliare e in un prodotto interno lordo (PIL) in crescita – incoraggia gli investimenti e aumenta la domanda di valuta di quella nazione.

Tuttavia, se la nazione attraversa un periodo di instabilità politica, questi fattori economici diventano del tutto insignificanti. L’instabilità politica è spesso foriera di rovina per l’economia di un Paese.

Scoraggia infatti gli investimenti stranieri e sovente porta a una flessione della domanda di quella valuta, il cui valore cala in tutto il mondo: per fare un esempio recente, l’incertezza relativa alle ripercussioni legate al voto sulla Brexit ha provocato la caduta libera del valore della sterlina. Perciò, per mantenere costante a lungo termine il valore di una valuta, le parole chiave sono fiducia e stabilità. E a breve termine? Come abbiamo detto, il discorso è complesso!

Non possiamo promettere che i tassi di cambio non fluttueranno, ma possiamo promettere trasferimenti di denaro più rapidi ed economici e commissioni basse e trasparenti. Con Azimo puoi risparmiare fino al 90% rispetto alle banche e altri provider. Ancora meglio, ti offriremo i primi due trasferimenti gratis se ti registrerai con Azimo oggi.